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atimesparadigm:

Never not reblog the Kakapo and Stephen Fry.

(Source: best-of-memes)

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(Source: jeonhojoon)

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2damnfeisty:

ursula-theseabitch:

So you telling me that the U.S has completely cured the American doctor with Ebola in 26 days and he’s being released today. While Africa has been dealing with it since the 70’s and they are still looking for a cure.

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Are we surprised?

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(Source: airows)

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did-you-kno:

Hatebeak is a black metal band whose lead singer is a parrot. Source

did-you-kno:

Hatebeak is a black metal band whose lead singer is a parrot. Source

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Il rifiuto di capire la differenza che c’è tra un embrione ed un bambino - più che incapacità nel coglierla, spesso è patente ostinazione nel negarla - trova impareggiabili momenti di comicità in molte delle farlocche argomentazioni dei no choice (impropriamente noti come pro life), che toccano punte di grottesco quando l’equivalenza è offerta nella fallacia detta di petitio principii in combinato disposto con quella detta ad misericordiam. È il caso offertoci ieri da Giuliano Ferrara (Il Foglio, 28.7.2014), che contestava la «la crociata Unicef a favore dei bambini di Gaza» perché a intestarsela sono «gli stessi che i bambini abortiti, un miliardo e più in trent’anni, fanno bensì preoccupare […] ma non fino al punto di imporre una tregua al clash of absolutes, mettendo a discutere su come evitare gli aborti e la mentalità antinatalista i capi della pianificazione riproduttiva e demografica, annidati anche loro in cose tipo Unicef, e quelli che resistono nel mondo su una posizione pro life» (dove anche il lessico segnala un’evidente fatica nello star dietro a un nesso logico tanto sfuggente). In sostanza, la crociata a favore dei bambini palestinesi perderebbe credibilità in partenza con l’essere promossa e sostenuta da chi non muove un solo dito per contrastare la pratica delle interruzioni volontarie di gravidanza, peraltro dove è legalmente consentita. Volendo, poteva starci pure l’accusa di essere gli stessi che non hanno mai fatto nulla per dare un serio contributo alla ricerca scientifica che mira a riconoscere e combattere le noxae patogene che causano gli aborti spontanei, che negli ultimi trent’anni saranno stati almeno dieci volte più numerosi di quelli procurati. In realtà, a ben vedere, il ragionamento è viziato in partenza da una fallacia ben più grave, quella nota come argomento del tu quoque (ciò che affermi è falso perché il tuo agire non è conseguente ad esso): ce n’è per un’accusa di ipocrisia, ma nulla che tolga ragione all’appello umanitario (come invece sarebbe il far presente che è indirizzato male: è Hamas che usa i bambini palestinesi come scudi umani), tanto meno al diritto di interrompere una gravidanza non desiderata (segnalando che è proprio chi lo nega ad aver fregole di «pianificazione riproduttiva e demografica»). Non è tutto, perché avere a cuore la sorte dei bambini palestinesi sarebbe in contraddizione pure col non avere nulla in contrario alla fecondazione assistita, e qui ogni analisi logica non ha che da dichiararsi impotente a cogliere un valido nesso. Così com’è per l’altrettanto astruso riferimento alla pratica del cosiddetto «utero in affitto», la cui condanna morale stupisce tenuto conto che viene da chi sostiene che «siamo tutti puttane»: vendersi il culo è bello, fittarsi l’utero è sconveniente?
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steff1024:

heresiae:

sabrinaonmymind:

Ma questa gente va presa a martellate sui denti

scusate, ma non sarebbe ascrivibile alla violenza su minori?

penso che sia un fake perché è tutto scritto in italiano corretto, ma sono comunque discorsi plausibili.

la perdita della patria podestà non basta.

(Source: limaotto)

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scarligamerluss:

Primo punto: questo tizio ha la bacheca pubblica e i suoi amici hanno commentato pubblicamente, perciò non mi è venuto in mente neanche un motivo per cui avrei dovuto coprire i loro nomi, anche a fronte delle infamie che hanno scritto.
Io ora mi chiedo, sommessamente:
1) c’è davvero tutta questa differenza fra chi taglia una gola ripreso da una telecamera e chi esulta per decine di bambini, e le loro madri e i loro padri, affogati in mare?
2) cosa possiamo fare perché la propaganda della cattiveria non sia infinita? Quanto è giusto che io possa ritrovarmi questa gente accanto, ad esempio, mentre sono alle Poste o in cabina elettorale? Può esserci un limite oltre il quale una persona può essere incriminata? E’ un argomento delicatissimo, lo so, perché tocca la libertà di opinione e si rischia di fare “peggio che meglio”, però io me lo chiedo e lo chiedo anche a voi, perché una risposta precisa ancora non ce l’ho.
3) Tu, cara Angelina Brisotto che odi queste persone perché non sono italiane e poi scrivi “c’è li mandano”, ti rendi mai, anche per sbaglio, anche per un attimo, minimamente conto che tu, con l’italiano, ci hai litigato da piccola e avevi torto?
4) Dalla bacheca dell’autore del post leggo che è fidanzato. E io mi chiedo, in generale e anche se può sembrare che non c’entri una mazza: può mai esistere una vera storia d’AMORE fra due razzisti?

Una decina di schifosi e le mie cinque domande

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(Source: seinfeld-quotes)

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(Source: untrustyou)

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